Open Political Space

Laboratorio di ricerca e creazione politica

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    Sabato 28 giugno alle 22 proiezione di Teatri Interrotti, film documentario di Antonio Castagna e Giuseppe Di Bernardo. Ingresso gratuito.
  • Ops!

    Siamo un'associazione che si occupa di ricerca sociale e creazione politica. Attraverso la ricerca vogliamo offrire alla politica le chiavi per comprendere i vissuti odierni, innovarsi, riacquisire credibilità. Ricerche desk e indagini sui territori, tutte le metodologie mettono al centro i linguaggi e gli immaginari sociali. E’ lì che rintracciamo paure, desideri, credenze, regimi di fiducia, pratiche di partecipazione ed è attraverso questo che Ops! vuole contribuire a creare una politica migliore, appassionante e largamente praticabile, perché il linguaggio non comunica le idee, le evoca e le produce.
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fammiscegliere.com – per una buona legge sul testamento biologico

Posted by guarins su febbraio 12, 2009

vogliamo una legge che permetta davvero la libertà di scegliere quali trattamenti rifiutare.

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abbiamo partecipato a ideare e lanciare questa campagna. andate su http://www.fammiscegliere.com e aderite, mettete il banner, la foto su fb ecc ecc

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matematica abruzzese

Posted by guarins su dicembre 16, 2008

il mio essere cresciuto nel comodo della comunità comunista ha lasciato qualche traccia, una di queste l’avvertimento che bisogna guardare i numeri, non le percentuali.

lo scenario cambia, al di là di ogni ipotesi su flussi e controflussi, su cui si appassionano opinionisti e politici, salvo poi non saper usare (o produrre) i dati per costruire strategie.

allora, vediamo i numeri.

per il pd la situazione non cambia, il crollo è crollo, anzi forse i numeri assoluti fanno ancora più impressione. dei 277.190 voti presi ad aprile il pd ne conferma 106.410. non mi pare un malessere, mi sembra l’assenza della cuore della raccolta del consenso: la mobilitazione del proprio elettorato. 170.000 persone che avevano creduto nel pd in 6 mesi hanno cambiato idea (sono da aggiungere i democratici per l’abruzzo, si, ma la sostanza non cambia). già si era minoranza, ora si è arrivati a poco più del 10% dell’elettorato attivo. auguri!

ma guardiamo a idv. triplicati, raddoppiati, quintuplicati, tanto ormai conta dare i numeri, non analizzarli. da 58.036 a 81.577: venti % dei voti in più. fedeltà dell’elettorato più che espansione, tenuta più che erosione del pd. insomma la tanto urlata questione morale non mi pare abbia così stravinto (al di là dell’aver perso, ovviamente): sempre riportando al totale elettorale, le sirene dipietriste hanno convinto poco più dell’8%. buono oggi, ma in prospettiva non ci si fa niente.

pdl da 344.129 a 230.175, cala ma resiste, e basta per vincere.

poi, sempre osservando i numeri, ci si chiede quale matematica abbia studiato chi, come fioroni (ministro dell’istruzione???), sostiene che con l’udc si sarebbe vinto: 258.199 + 32.604 = 290.803: chiodi ne ha presi 295.371. senza contare che ormai è evidente che le alleanze fanno sempre perdere qualcosa.

insomma, il problema non mi pare la questione morale (nè tantomeno le alleanze fatte o non fatte non si sa su che basi, se non riempire il carrello più possibile … ma non si sommano le mele con le pere, ci veniva detto a scuola): gli arresti e le polemiche coprono, quasi come un alibi, l’assenza di politica.

non c’è da imparare la lezione della scarsa moralizzazione, della politica, delle istituzioni, dell’abruzzo e dell’italia (dice veltroni: “la moralizzazione della vita pubblica – perché – meglio pagare un prezzo elettorale subito ma garantire un futuro al riformismo e al Pd senza comprometterlo” …ma di che parla???, sembra un alibi appunto), ma quella del riprendere a fare politica.

è da luglio, dal’arresto di del turco che si sapeva che si sarebbe votato in autunno. perché non si è scelto subito un candidato, perché non si è ricostruito un progetto con idee e proposte forti, perché non ci si è presi il tempo di una campagna elettorale (e politica) lunga, strutturata, capace di rimettersi in dialogo con le persone?

si era troppo distratti da guardare obama? o, ma probabilmente è la stessa cosa, semplicemente nessuno è stato capace di farlo?

ecco il problema: fare politica, non moralizzare. che serve, ancora, per capirlo?

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Cellule staminali

Posted by opslab su dicembre 15, 2008

I nostri video per la puntata di oggi di Punto G

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Il nostro punto di vista sul Punto G

Posted by opslab su dicembre 15, 2008

Da oggi Giulia Innocenzi, con cui in passato abbiamo condiviso una serie di ragionamenti sul rinnovamento della politica, condurrà “Punto G” un programma di approfondimento politico che andrà in onda tutti i lunedì alle 15.15 su Red Tv (canale 890 di Sky, http://www.redtv.it)

Giulia ci ha chiesto una mano, noi lo faremo producendo una serie di video che puntata dopo puntata cercheranno di dare un punto di vista originale sul tema in questione.

Pensati in puro stile user generated, l’obiettivo è quello di individuare ogni volta una chiave nuova e più efficace di racconto.
Proveremo cioè a scomporre il tema e a ricomporlo attraverso quei frammenti di immaginario sociale che rappresentano esperienze condivise e positive e che quindi conferiscono al tema una maggiore efficacia comunicativa rispetto a codici tradizionali e forme tipiche di discorsivizzazione del dibattito pubblico e politico.

Perchè il rinnovamento della politica non è solo una faccenda anagragifica o di persone: il rinnovamento è anche e soprattutto un fatto di linguaggi.

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Tocca a noi uscire dalla bolla

Posted by mariogiampaolo su novembre 25, 2008

Potremmo parlare di un video in cui il candidato ad un certo punto se ne esce con la seguente espressione: “vai alla bancarella di gianni, che sarei io”.
Potremmo parlare del Pd, delle lotte intestine, di pizzini, del nuovo segretario dei giovani democratici (quanti se ne sono accorti?) e di un presidente dell’opposione che scontenta l’opposizione e non viene sfiduciato dalla maggioranza. 

Ho la sensazione che  se continuiamo a parlare di queste cose non riusciremo mai a bucare la bolla che circonda il mondo politico italiano.

Quindi parliamo di TV: MTV – tocca noi!

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linguaggi

Posted by guarins su novembre 21, 2008

un paio di settimane fa ci siamo trovati a chiacchierare di giovani e politica con amici comunicatori, staff e militanti, giovani dirigenti o candidati, come fausto raciti e giulia innocenzi (in bocca al lupo a tutti e due per oggi).

dalla parte finale di quella serata, rimasti in pochi, mentre qualcuno tirava fuori rum e coca (cola) e qualcun altro sbadigliava senza smettere di discutere, è nata l’idea di tirare fuori alcune idee per la campagna di giulia, non tanto pensate per chiedere il voto per lei, ma semplicemente per giocare con linguaggi meno abitudinari ad invogliare la partecipazione, che poi è il senso che abbiamo condiviso della candidatura di giulia.

da un paio di chiacchierate successive e da un week end a girare (grazie a matteo che ha fatto il grosso del lavoro … e a martino e mario che si sono “prestati”…oltre che a jacopo flaminia lorenza e giuseppe) sono nati questi tre video:

sul filo del grottesco, produzione low cost e logica virale, per attrarre l’attenzione dei disinteressati alla politica, per incuriosire, per dare un’informazione giocando su estetiche, ridicolo, impatto visivo.

a qualcuno sono piaciuti, ad altri no, in parte hanno stimolato discussione. noi ci siamo divertiti e credo sia una strada da continuare, seguendo in modo più continuo quegli esempi americani che avevano stimolato la discussione.

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stasera saremo qua

Posted by guarins su ottobre 30, 2008

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Se non mi parli alla pancia presto mi verrà l’ulcera

Posted by opslab su ottobre 28, 2008

Appena finita la manifestazione al Circo Massimo, quando la persona che era con me mi ha detto: “certo che uno dopo le manifestazioni si sente sempre più buono” ho avuto la conferma di quello che stavo pensando e provando durante tutto il discorso di Veltroni: l’incapacità – checché se ne dica – del leader del Pd di parlare a cuore e alla pancia, ma di andare a interpellare solo la razionalità delle persone.

Le manifestazioni sono riti dove i simboli dovrebbero esplodere in tutta la loro carica. E uno dovrebbe andarsene da una manifestazione con sensazioni forti: senso di sollievo, ritrovato entusiasmo, coraggio, cementificazione identitaria. Uno dovrebbe ascoltare un discorso del proprio leader e sviluppare in cuor suo una sensazione genuina, quella di chi si sente capito, protetto, aiutato nel trovare quelle parole in grado di dare forma alle proprie paure e ai propri desideri.

 

In questo momento storico e politico poi, un leader della sinistra italiana dovrebbe lavorare per far nascere un racconto che prenda le piccole e grandi paure e le tematizzi su un altro piano motivazionale da quello oggi dominante ovvero l’individuazione di una rosa di capri espiatori, lo schema comunicativo dominante e vincente della nuova destra targata Gelmini-Brunetta, la cui cornice è stata costruita da Grillo (a proposito, che fine ha fatto?).

Veltroni invece prende le paure che caratterizzano l’oggi e le colloca in un ragionamento spassionato che vuole oggettivizzare la realtà, perché è questa a suggerire politiche giuste e politiche sbagliate e non le paure e i desideri delle persone che nella realtà ci stanno. 

Dal Circo Massimo si è così andati via con una sbiadita convinzione. Noi siamo i migliori perché abbiamo stile e senso di responsabilità, dobbiamo continuare ad essere tali, impegnarci che tanto prima o poi il 50%+1 degli italiani riconoscerà le nostre qualità.

L’effetto finale è questo: sentirsi più buoni nel migliore dei casi, apatici  nel peggiore perché si viene costretti in una dimensione soggetti terzi, spettatori di una corsa interpellati come mera comunità di adepti cui chiedere l’ennesimo slancio di responsabilità e di altruismo in nome di un (presunto) paese.

Uno fa politica perché vuole dare un contributo e si ritrova a essere interpellato come spettatore degli spettatori. Francamente è un po’ troppo.

Per questo, cari comunicatori del centrodestra, la prossima volta non vi appiccicate sulle cifre, ma date ordine agli operatori delle tv del capo di riprendere le facce dei partecipanti mentre parla Veltroni. E’ molto meglio per voi, credetemi. Dispiace dirlo, ma è così.

Giuseppe 

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I-generation: Come mettere la politica nella playlist dei giovani

Posted by mariogiampaolo su ottobre 22, 2008

dalle 19.00 a Ops!
dalle 19.00 a Ops!

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saluti e spillette

Posted by guarins su settembre 29, 2008

nelle primarie che ricordiamo per l’assassinio di bob kennedy, lui, come (non) si vede dalla spilletta, stava con mccarthy. star e politica, senza vergogna, senza timori, senza interessi.

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