Open Political Space

Laboratorio di ricerca e creazione politica

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    Sabato 28 giugno alle 22 proiezione di Teatri Interrotti, film documentario di Antonio Castagna e Giuseppe Di Bernardo. Ingresso gratuito.
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    Siamo un'associazione che si occupa di ricerca sociale e creazione politica. Attraverso la ricerca vogliamo offrire alla politica le chiavi per comprendere i vissuti odierni, innovarsi, riacquisire credibilità. Ricerche desk e indagini sui territori, tutte le metodologie mettono al centro i linguaggi e gli immaginari sociali. E’ lì che rintracciamo paure, desideri, credenze, regimi di fiducia, pratiche di partecipazione ed è attraverso questo che Ops! vuole contribuire a creare una politica migliore, appassionante e largamente praticabile, perché il linguaggio non comunica le idee, le evoca e le produce.
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Archivio per la categoria ‘prodi’

Post caduta

Pubblicato da mariogiampaolo su Gennaio 25, 2008

Al fine cadde.

Guardando tutti negli occhi, lasciando sfumare, forse del tutto, l’ipotesi di un governo tecnico che riformi almeno la legge elettorale.

Ora il problema è: come si corre alle elezioni – con l’attuale legge elettorale – con le coalizioni spaccate?

Ebbene questo è un problema soprattutto del centro-sinistra.

I leader del governo uscente sottolineano come anche la (ex) CDL sia spaccata al suo interno.

I leader dell’attuale opposizione, invece, rimandano queste accuse al mittente con un semplice ragionamento: se le spaccature del centro destra sono state frutto di divisioni tattiche e strategiche, di puro lessico politico, tipiche di una opposizione che affila le armi con un solo obiettivo: vincere il nuovo test elettorale; quelle del centro-sinistra, invece, sembrano confermarsi come distanze, alcune volte siderali, su questioni valoriali, culturali. Sui temi di governo.

Il centro-destra, nonostante le ultime distanze, invece, ha in comune un assetto valoriale, una visione condivisa sui temi che interessano la vita delle persone: la famiglia, le tasse, la sicurezza.

Certo, ora le suggestioni si sprecano.

Un governo  tecnico presieduto da Gianni Letta o da Franco Marini? 

Ma i fatti ci dicono altro. Come ha detto ieri sera Giuliano Ferrara: “ Berlusconi è persona pratica; come si dice in politica: Il Cav sente l’odore del sangue”.

Perché accettare un governo tecnico quando si può andare a elezioni che si è sicuri di vincere?

Perché cercare un accordo super partes quando fra quattro mesi la rinata CDL potrebbe riformare da sola – cosa che ha già fatto d’altronde – legge elettorale e testo costituzionale senza l’intralcio della mediazione con la parta avversa?

Ma forse la cosa più grave è la palese malattia del centro sinistra a guida Prodi: incapace di governare per più di due anni; incapace di generare consenso attorno a scelte amministrative.

Malattia aggravata, in quest’ultima esperienza, da un errore di gestione: i partiti nuovi, soprattutto quelli con aspirazioni maggioritarie, probabilmente, non si creano quando si è al governo. Perché inevitabile sembra l’intreccio tra i destini di un esecutivo e la nascita di nuove forze politiche all’interno della sua stessa maggioranza.

 

Una scommessa audace e, certo,  affascinate. Ma ora si corre il rischio di perdere non solo la guida del paese, ma anche lo slancio necessario per far crescere i partiti. Quei partiti che prima o poi dovranno dimostrare di avere la forza, nei valori e nelle politiche , di governare e creare consenso. Forze politiche, non solo partitiche.

Pubblicato su berlusconi, campagne, che paese è?, prodi | 2 Commenti »

Perché è peggio del ‘92

Pubblicato da opslab su Gennaio 22, 2008

 

 

Un’aria torbida sta attraversando il paese, un’aria che non lascia presagire nulla di buono. Per questo è giusto che si sprechino i paragoni col ‘92 anche se rispetto ad allora la situazione è diversa sotto tanti punti di vista, innanzitutto l’assenza di soggetti fiduciari che in quegli anni riuscivano a occupare il vuoto costruito dalla politica. La magistratura in quegli anni godeva di grossa fiducia, perché evocava un senso alto di appartenenza alle istituzioni, ma soprattutto perché era personificata dai volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
E, a fare da controcanto, c’era l’astro nascente di quella che in maniera forse troppo pomposa fu definita come la “società civile” ovvero la forza buona di un paese che voleva essere protagonista mentre oggi la società appare malata, incattivita, frammentata, non in grado di poter esprimere una nuova guida e una nuova rotta per il paese.Da qualche anno le classifiche sulla fiducia sono tornate a vedere agli ultimi posti tutti i soggetti di rappresentanza. Non solo i partiti, ma anche i sindacati e le associazioni di categoria. E anche la magistratura viene guardata con sospetto, non più forza liberatrice ma come soggetto che entra e che scombussola la vita dei cittadini o come portatrice di interessi di questa o di quella parte politica.
In questa desolazione l’antipolitica dei Grillo e dei libri sulla casta non trova quella sponda per potersi trasformare in politica, la rabbia non si incanala in alcun voto di protesta ma rimane come un fuoco che cresce soltanto in frustrazione, un sentimento che conduce alla contrapposizione violenta: non più semplicemente tassisti e camionisti che prendono in ostaggio le nostre città perché dalla scorsa settimana abbiamo scoperto che non solo più soltanto loro.Insomma, tutto è diventato un muro contro muro che ci riporta indietro di decenni, che mina le basi della convivenza civile, che rende tutti immuni dalle ragioni dell’altro, che sta rendendo tutto manicheo. I laici contro i cattolici, il centro contro le periferie, i partiti contro l’interesse generale: tutti ricattatori di qualcuno, tutti in ostaggio di qualcun altro.
E l’aria rimane invischiata di una furia giacobina che si manifesta in pubblica condanna a ogni semplice accusa di vicinanza alla casta, qualunque essa sia: politici, giornalisti, magistrati. L’invidia come unico metro di giudizio in un paese che per 10 anni fa il tifo per programmi come Striscia la Notizia e Le Iene, ma che appena scopre che Alessandro Sortino, uno degli inviati di questo programma mandato a intervistare Mastella junior, viene additato da quest’ultimo come figlio del presidente dell’Authority sulle Comunicazioni, tutti lo mettono alla gogna e sotto sotto iniziano a simpatizzare per il dimissionario Ministro. E’ saltato qualunque principio di ragionamento, rimane un isterico J’accuse collettivo, un piacere forsennato per il rumore secco della ghigliottina che ha preso il posto del tintinnar di manette con cui ci si beava durante gli anni di Tangentopoli.

Oggi come allora il cielo non dice nulla di buono: oggi è molto peggio di allora.

Pubblicato su 1992, antipolitica, grillo antipolitica, grillo politica antipolitica, iene, le iene, magistratura, mastella, open political space, ops, prodi, ricerca, sortino, tangentopoli, veltroni, web | 1 Commento »

Questo linguaggio malato

Pubblicato da opslab su Novembre 7, 2007

Io questa lettera di Prodi non la capisco. Mi angoscia il modo con cui è stata scritta (poteva essere molto più brillante e non descrivere pedissequamente come se fosse un tema delle scuole medie), mi angoscia il contenuto, come se per un Presidente del Consiglio la conoscenza dei vissuti del paese fosse un fatto accidentale e che per di più crea stupore.
Mi domando se la performance di Veltroni ieri sera a Ballarò sia stata perfomante o meno. Vorrei che fosse così, per tutte quelle volte che il sindaco di Roma ha detto che “non si poteva fare di più”, perchè la politica non è una bacchetta magica come invece ci ha fatto credere il linguaggio malato da campagna elettorale permanente degli ultimi 15 anni.
Quella di Veltroni è chiaramente una scommessa, ripristinare un rapporto più parco e meno soggetto a  infingimenti emotivi tra sfera pubblica e sfera politica.
Non so se ce la farà, soprattutto nel momento in cui questo linguaggio va a smussare gli spigoli, ad elidere le differenze.
In questo forse ha ragione Pansa: L’Italia ha bisogno di un leader che è in grado di minacciare ceffoni, le conflittualità e le linee in tensione non vanno annacquate. Vanno governate.

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