Raccontate la vostra esperienza, il perché avete scelto di fare politica, perché vi siete candidati, spiegate cosa volete portare all’interno del PD. Lasciate emergere dubbi e difficoltà, e fate capire perché e come si possono superare. Non siate cassa di risonanza dei leader nazionali, ma siate voi i testimonial e i protagonisti del Partito Democratico: questa è la chiave per mobilitare maggiore partecipazione.
È principalmente sul tema della mobilitazione che abbiamo costruito la terza parte dell’instant research sulle primarie con l’obiettivo di capire cosa fa maturare o cambiare decisione.
Il metodo utilizzato è quello del Deliberative Focus: 25 giovani (20-35 anni) romani, per 4 ore a discutere, visionare materiali, riascoltare discorsi e infine porre domande a 3 giovani candidati delle liste di Letta, Veltroni e Bindi. Con questionario e interviste iniziali e finali per misurare se, quanto e grazie a cosa si modifica l’opinione.
Dalla sperimentazione emerge chiaro un dato: nei confronti di segmenti di elettorato attenti al Pd ma ancora indecisi se votare le maggiori potenzialità di convincere alla partecipazione vengono dal contatto e dall’interazione diretta con i candidati dei collegi. I giudizi verso i leader nazionali, invece, sono più sedimentati e la loro dote in termini partecipativi l’hanno in gran parte già determinata.
Si evidenzia, quindi, uno spazio per ogni candidato di ulteriore mobilitazione, con attenzione a valorizzare la propria scelta e le proprie motivazioni più che parlare del segretario nazionale cui si è collegati.
I candidati all’assemblea costituente sono i soggetti di parola più credibili agli occhi di chi è ancora dubbioso e hanno una grande opportunità di far passare il messaggio del partito-partecipato e costruito dal basso.