Marco Mignani e lo spirito di un tempo
Pubblicato da opslab su Aprile 1, 2008
L’unica volta che incontrai Marco Mignani pensai si trattasse di un genio, che del genio aveva quell’ingeuità tipica di chi sa cogliere e raccontare un’epoca senza capire il perché.E non mi riferisco tanto a quella campagna – la Milano da Bere del sogno craxiano – che l’ha reso famoso, quanto per quella che gli commissionò la Democrazia Cristiana per le politiche del 1987.Una campagna che impressionava per la sua capacità predittiva non solo nel pay che avrebbe ispirato anni dopo Berlusconi (per chi non lo sapesse, era Forza Italia) quanto per quel tratto estetico-stilistico degli spot da Piccola Italia Mulino Bianco, tanto felice quanto viziata ed ottusa.Quando gli feci notare che in quell’immagine ci vedevo quell’immaginario che avrebbe fatto le fortune della Lega da lì a qualche anno, rimase stupito dicendo che non ci aveva mai pensato, ma poi mi disse che probabilmente avevo ragione.Rivisti oggi molti di quegli spot fanno quasi tenerezza, figli di un’epoca che poco ha con un oggi in cui sono cambiati i mezzi , la gente ha un’alta alfabetizzazione comunicativa e tutto appare come un immenso rumore di sottofondo, saturo e autorefenziale, in cui vale sempre più la celebre battuta di Altan: tutti comunicano che stanno comunicando.Per questo l’opera di Magnani è ancora più attuale: comunicare vuol dire bisbigliare nell’ orecchio a un’epoca la parola mancante, quella necessaria per sapersi definire. Proprio come Mignani fece per quella Milano che voleva solo divertirsi che finchè la barca va lasciala andare. UPDATE io con marco mignani ho fatto anche un esame, dopo un bellissimo corso (uno dei pochi) tenuto da lui e da anna maria testa. era il 95, o 96, si alternavano, mostrando modi diversi di raccontare, di essere creativi, di fare comunicazione. in quell’esame aprì il giornale e mi fece commentare una pubblicità di una qualche scuola di creatività, ricordo che c’era un gallo. non ricordo cosa ho detto, ma niente di memorabile, erano altri tempi. quello stesso anno ho iniziato a pensare al lavoro che faccio oggi. da allora l’ho incontrato poche volte, perlopiù invitato a corsi o una volta per un articolo, o ancora quando accompagnò seguela ad un convegno a roma. tra le altre cose, non quelle degli spot, mi è rimasto impressa una frase, di commento a berlusconi, durante quel corso: “parla a quelli che hanno la plastica sui divani”. mi sembrò un modo intelligente e veloce per descrivere attraverso un comportamento, l’uso concreto dell’esempio, un atteggiamento sociale, meglio di tanta astratta sociologia. (pg – 2 apr)
marta chiavarelli detto
La persona che ha scritto l’articolo mi potrebbe contattare alla mia mail?perchè sto preparando la mia tesi du Marco Mignani e mi piacerebbe molto se mi potesse dare il suo contributo.
La ringrazio,
marta chiavarelli