domani è il primo aprile. la campagna dovrebbe fermarsi, per non cadere in un vortice inebriante di verosimiglianza, pseudofalsità, creduloneria, credibilità. o dite che già ci siamo.
almeno da un paio di giorni non ci sono i sondaggi. sono contento, c’è poco da fare, ai sondaggi non riesco a credere. non colmano la distanza con pezzi di italia lontani da roma, non spiegano, spesso sbagliano.
lo dico qua, e controllatemi: quest’anno non voglio sapere niente, crederò solo ai numeri veri. non chiamerò per sapere prima gli exit poll, non chiederò che dati ci sono.
anche perchè ho una sensazione di fondo che mi piace tenermi. per me può succedere di tutto. non mi stupirei di una vittoria netta, camera e senato, di berlusconi, nè, però, di una vittoria camera-senato di veltroni. mi stupirebbe, invece, una affermazione particoalre di udc o sin-arc. e sarà deprimente lo spettacolo in caso del prvedibile suinesco pareggio al senato.