ho visto nichi. me ne avevano parlato, ma non l’avevo visto, e ho rimediato.
c’è poco da fare, a me vendola non piace. quel tono grintosamente lamentoso, quelle parole impastate che fanno la verità faticosa della passione, gli aneddoti minuti e familiari, i nemici, forti, sempre presenti, contro la povera gente di puglia … ha indubbiamente fascino, nicola da bari, ammalia come pochi in que che resta della fu sinistra. azzecca le parole, racconta i disagi, sente empatia, e lo dà a vedere.
insomma, se si guarda alla sua lettura della società, nichi capisce, coglie e descrive bene i vissuti, al di là di metafore ed evocazioni, e intercetta gli immaginari di qulacuno in più di chi si dice ancora di sinistra.
epperò nichi si ferma qua. la parte poltiica si limita a no a questo, no a quello, questi sono cativi, quegli altri pure, ci uniremo e vinceremo. …ma di che stiamo parlando? ecco, questa non è la politica che mi piace. altro che “vera” sinistra, a me sembra sociologia retorica. che non vuol dire che non possa vincere - anche se poi, per governare, un po’ si è costretti a perderla - ma che si compiace e si perde in parole troppo tonde, che finiscono per girare a vuoto. le cose non vanno, ma le risposte, i come fare, non ci sono o sono vecchi. si risponde ai problemi di oggi con le soluzioni di ieri, e il risultato è che le cose non cambiano. il che mi pare si dica usando la parola conservatore (no, pensavo che questa del conservatore me la sarei risparmiata, invece…).
un esempio? racconta del trauma della fine del pci, e ricorda come in quei giorni travagliati si chiedesse “ma se sparisce il pci, chi difenderà gli scugnizzi?” chi difenderà gli scugnizzi? … e se provassimo a farli andare a scuola? cos’è, bieco autoritarismo? certo dire empowerment poi sembra una parolaccia…ma almeno la scuola…
nichi invece si definisce “portatore abusivo di sogno” (altro che obama!). insomma, la fa un po’ facile.
è come un documentario su nichi vendola che inizi con le immagini della morte di berlinguer.
ps: detto questo io vendola lo vorrei nel pd, a rappresentare proprio quell’anima sognatrice e retorica che, restando minoritaria, si ritroverebbe - in fondo a proprio agio - nella parte di cassandra: piena di meriti e con poco potere. attrarrebbe simpatie, a sè e al pd, e sarebbe una delle minoranze rumorose. che per com’è oggi la situazione contano pure parecchio, ma a regime, prima o poi, torneranno alla cara pura testimonianza.